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Le regole non sono limiti: riflessioni ed approfondimenti sul come ed il perché delle regole.

Che cosa sono le regole?

Le regole sono delle formule che prescrivono ciò che si deve fare in un determinato caso o attività.
Molto spesso, per comunicare le regole ai bambini, si associa la parola ”NO”, “NON SI FA”, “NON SI PUÒ”; in tal modo la regola anziché essere utilizzata per indicare ciò che si deve fare enuncia quello che NON deve essere fatto.

Nell’affrontare l’argomento regole, entra in gioco una molteplicità di fattori che determinano o possono determinare il modo in cui si danno le regole, come vengono comunicate, quanto e come viene richiesto il suo rispetto e su qual è l’oggetto regolamentato.
Uno di questi fattori ci porta a riflettere sul fatto che prima di diventare genitori si è stati figli e che si è sviluppato un certo tipo di relazione con i genitori; quindi è importante pensare a come abbiamo vissuto “le regole” e che rapporto c’era con i propri genitori.

Se, ad esempio, da bambini abbiamo vissuto grande limitazione delle esperienze e un numero “eccessivo” di regole imposte dai nostri genitori potremmo per questo motivo (spesso non si tratta di decisioni esplicite ma di modalità che si attivano in maniera automatica e poco consapevole) decidere di adottare lo stesso regime, oppure di contro cambiare completamente lo stile ed essere molto più permissivi.

Schermata 2015-01-23 alle 14.04.35Perché le regole sono importanti?

Nei bambini a partire dall’età di due anni inizia una fase di maggiore indipendenza e opposizione nei confronti dei genitori.
Si avviano verso un percorso di differenziazione dalle figure di riferimento sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista psicologico; iniziano quindi a comprendere e sperimentare che loro sono una cosa diversa rispetto ai genitori.

In questa fase di sviluppo, a partire dalle nuove esperienze di esplorazione possibili grazie alla maturazione degli organi di senso e dell’apparato motorio, nascono desideri che il bambino deve cercare di soddisfare.
Per fare questo adotta strategie comportamentali e fa scelte in modo sempre più autonomo rispetto all’adulto.

Questo processo fa nascere dentro al bambino una moltitudine di nuove emozioni, energie, sentimenti che però non sempre è in grado di controllare e gestire autonomamente a causa dell’immaturità delle strutture che permettono di modulare e “metabolizzare” le nuove esperienze.

È qui che l’adulto entra in gioco e si rivela determinante.
L’adulto ha il compito di recintare, contenere e arginare questo flusso di nuove produzioni interne al bambino, dicendo dei NO.
L’adulto se risulta fermo nei suoi NO è più facilmente investito di fiducia da parte del bambino.

I NO indubbiamente possono generare grande frustrazione nei bambini, in quanto viene negata loro la possibilità di soddisfare un desiderio: il bambino vuole una caramella, cerca di ottenerla, Il genitore dice no, il bambino vive una frustrazione perché non ha ottenuto ciò che desiderava.

Questa frustrazione può essere in grado di stimolare l’attivazione di risorse e capacità nel bambino aumentando la stima e la fiducia in sé stesso.
La frustrazione, se vissuta nelle giuste dosi, è un potentissimo strumento di attivazione di risorse positive e strutturanti.

La frustrazione vissuta dal bambino può generare in lui rabbia ed il genitore è chiamato a gestire questo momento anche dentro sé stesso (rabbia derivata dal mancato rispetto della regola e senso di colpa che nasce dalla negazione del suo tentativo di soddisfare il desiderio). In questi momenti i genitori hanno l’opportunità di parlare di ciò che è accaduto sia in termini concreti ed episodici ma anche dal punto di vista emotivo.

Parlare di emozioni con il proprio figlio porta ad una vera e propria educazione emotiva. Insegniamo al bambino in anzitutto come si chiamano certe “cose” che viviamo “dentro”, il nome delle emozioni che proviamo, ma facciamo vedere al bambino che ne possiamo parlare, che l’ambiente familiare accoglie una comunicazione che ha le emozioni come tema centrale. E come se facessimo vedere al bambino che in famiglia le emozioni positive e/o negative sono importanti.

Le regole sono importanti perché la società, il mondo in cui viviamo, sono caratterizzati da insiemi di regole; se i bambini sono già abituati nell’ambito familiare ad avere regole saranno sicuramente più pronti ad accettare le regole imposte dalla società, a partire dalla scuola, quindi saranno in grado di adattarsi socialmente e alla vita di comunità.

Si nota molto frequentemente che bambini considerati agitati e iperattivi durante i primi anni di scuola hanno alle spalle un ambienti familiare privo di regole soprattutto nei primi di anni di vita.

Schermata 2015-01-23 alle 14.05.13Le regole:

  • devono essere decise dagli adulti, non dai bambini;
  • devono essere concordate da entrambi i genitori (compattezza e accordi);
  • devono essere idonee all’età: molto spesso i genitori pretendono il rispetto di regoleche il bambino, a causa della sua immaturità, non è ancora in grado di rispettare;
  • devono essere stabili nel tempo;
  • devono essere motivate e giustificate: i genitori dovrebbero spiegare sempre le ragioni di una regola;
  • deve essere preferibilmente espressa in maniera positiva, come indicaizone e non come negazione di un qualche cosa.

 

Credo che per gestire le regole in maniera adeguata e utile alla la crescita del bambino possa essere importante porsi alcune domande:

  • In quali situazioni ci sentiamo più in difficoltà a dare regole e quando non vengono rispettate?
  • Quali sono le vostre emozioni in questi momenti?
  • Che cosa potrebbe aiutare?
  • Perché i nostri bambini si comportano così?
  • Che cosa potrebbe aiutare?

 

Bibliografia:

“I no che aiutano a crescere” di Asha Philips, ed. Feltrinelli “Essere genitori” di G. F. Honneger ed. Red

“Le emozioni dei bambini” di E. Filliozat, ed. Piemme

“Che Rabbia!” di M D’Allancè, ed. Babalibri

“Nel paese dei mostri selvaggi” di Sendak, ed. Babalibri “Urlo di mamma” di J. Bauer, Salani Editore

“Nuovi nonni per nuovi nipoti” di S. V. Finzi

“Prova con una storia” di A. O. Ferrarsi, ed. Fabbri

“I bambini hanno bisogno di fiducia” di T. Seldin, ed. Fabbri

“Quando un no è per amore” – di Marzia Dorini

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