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Stefano Capretto > Blog  > Pubertà e adolescenza: ma che fretta!

Pubertà e adolescenza: ma che fretta!

La pubertà precoce e l’adolescenza anticipata è in forte crescita anche in Italia.
Sempre più spesso si sente parlare, sia in tv, sui giornali o in ambito clinico, di bambine che vestono in modo succinto ed attillato, richiedono depilazione corporea, manifestano una fortissima attenzione alla cura del corpo e all’apparire, e sempre più precocemente cercano nella chirurgia estetica una soluzione a qualche imperfezione o “mancanza” corporea.
Ci sono una molteplicità di fattori che possono concorrere nel generare questo cambiamento: i messaggi erotizzanti dei mass media per esempio o le pressioni da parte dei genitori che spingono verso la perfezione, fatta di performance e di apparenza.
I genitori e le figure educative di riferimento hanno un ruolo importante anche se dal punto di vista culturale il panorama di riferimento è piuttosto desolante.
Spesso i padri e le madri sono fieri ed orgogliosi dei figli più avanti della loro età, della loro vanità.
Quindi un’adolescenza psicologica che precede quella biologica e porta inevitabilmente a bruciare le tappe per approdare più in fretta alla fascia d’età superiore.
L’esperienze sessuali precoci sono un esempio delle derive che questo tipo di percorso o sviluppo può avere.
La prematurità psichica può essere dannosa perché inaridisce i processi immaginativi, diminuisce il tempo del gioco, depotenzia i sogni: uscendo troppo presto dall’infanzia si rischiano un’identità emotiva arida, un pensiero conformista, un’eccessiva ricerca del consenso sociale.
Ecco alcune regole che possono essere seguite: adottare abiti sobri; non regalare cosmetici e gioielli; sdrammatizzare l’eventuale sovrappeso e non colpevolizzare i cibi; evitare letture e spettacoli erotizzanti; rinviare l’acquisto del cellulare e comunque controllarne l’abuso; controllare e regolare l’utilizzo delle chat; favorire le amicizie di gruppo e non incentivare le esibizioni (cast di baby modelle); favorire sport di squadra non competitivi; evitare di rinforzare atteggiamenti “da grande” (cosmesi, fidanzatini, etc.)
Questo articolo è stato scritto estrapolando liberamente pensieri di Silvia Vegetti Finzi apparsi recentemente in rete.

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